Licata

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Licata è un esteso comune sito in provincia di Agrigento e conta oltre 39 mila abitanti. Il suo territorio si delinea per oltre venti chilometri lungo la costa occidentale siciliana e alterna una straordinaria varietà di elementi naturali.

Accanto a litorali sabbiosi, per il visitatore è possibile imbattersi anche in grandi spiagge di ciottoli, nonché in scogliere dove dominano alcuni esempi vegetali della macchia mediterranea. Insenatura piccole e grandi hanno inoltre conservato un certo grado di bellezza selvaggia, nonostante lo sviluppo urbanistico moderno.

Spiagge Licata

Spiaggia di Licata - foto di MICHELE IL SICILIANO

Che la Sicilia sia stata un luogo privilegiato per i dominatori del passato, attirati dalle sue meraviglie, è un fatto universalmente noto, ed è altrettanto vero ed evidente la traccia del loro antico vivere in questi luoghi attraverso le numerose testimonianze archeologiche e artistiche che oggi impreziosiscono Licata.

I  resti archeologici risalgono alla preistoria, e si distinguono per la loro conformazione naturale l’ipogeo Stagnone Pontillo e il cimitero a grotte artificiali di Monte Petrulla, mentre segno evidente della potenza antica greca è fornita dai resti del “fortino” di Falaride, antico tiranno locale. Molti dei reperti provenienti dalle campagne di scavo sono oggi custoditi nel Museo Archeologico cittadino.

Castel Sant'Angelo Licata

Castel Sant'Angelo Licata - foto di MICHELE IL SICILIANO

Il mare ha rappresentato per Licata una fonte di sostentamento, così come una fonte di pericolo per le invasioni di genti straniere. Non a caso, a difesa delle coste siciliane, è stato edificato ad opera dei Borboni il Castello sant’Angelo. Esso è stato inaugurato nel 1640, per poi essere bombardato dagli Alleati nel corso del secondo conflitto mondiale, e quindi nuovamente restaurato. E’ oggi sede di un museo. E da non dimenticare, sempre in relazione al mare, il Faro di Licata, che è il terzo più alto in Italia nel suo genere.

L’edilizia religiosa di questo comune agrigentino è un vero e proprio tuffo nelle esperienze artistiche che si sono susseguite nel tempo. La Chiesa Madre, denominata Santa Maria la Nuova, nasce su un progetto rinascimentale a tre navate, per poi accogliere successivamente elementi barocchi.  Dopo aver subito diversi rifacimenti nei secoli, l’edificio è stato preda di un terribile incendio negli anni Ottanta, e dopo una periodo di chiusura e restauro, è tornato a divenire sede delle principali manifestazioni liturgiche locali. Altro scrigno è rappresentato dalla chiesa di s. Agostino, sorta nel 1611 per volere dell’omonima confraternita e sede del celebre simulacro ligneo della Madonna Addolorata, di fattura settecentesca. Si racconta che esso sia giunto a Licata in seguito al rocambolesco naufragio di una nave, e che gli abitanti del luogo, scoperto dell’esistenza a bordo della statua, abbiano chiesto e ottenuto dal comandante di poterla custodire per sempre. La chiesa custodisce inoltre preziosi dipinti e un antico crocifisso, ed è costruita ad una sola navata in stile neoclassico. Da non dimenticare infine la chiesa patronale di sant’Angelo, dove sono custodite le spoglie del santo.

Il Barocco trionfa invece nell’architettura civile, come si può ammirare dai palazzi Bosio e Frangipane, sede abitativa di vecchie famiglie nobiliari, mentre anche il liberty trova un degno rappresentante in altre ville aristocratiche che sorgono sul colle che cinge la città.

Una bellezza multiforme, quella di Licata, che sa unire il gusto dell’arte alle attrattive naturalistiche, ulteriormente valorizzate dall’Osservatorio Avifaunistico della Foce del Salso, il fiume locale.

Porto di Licata

Porto di Licata - foto di SBARABAU



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